l'oreal-revitalift-laser-x3-renew-contorno-occhi-opinione-recensione-inci-ingredienti

L’ORÉAL PARIS – Revitalift Laser X3 / Renew contorno occhi – opinione e INCI

l’oréal Revitalift Laser X3 / laser Renew contorno occhi

  • Cos’è – crema per il contorno occhi con applicatore di precisione
  • Cosa promette – Distende immediatamente la pelle e riduce le borse sotto gli occhi. Dopo tre settimane, le rughe sono significativamente ridotte.
  • Prezzo / quantità – 14,90 euro, tubetto da 15 ml
  • Dove si acquista – nei supermercati e online qui
  • Opinione Sufficiente

Analisi inci / ingredienti

l'oreal-revitalift-inci-laser-x3-renew-contorno-occhi-ingredienti-opinione-recensione
Il contorno occhi Revitalift Laser X3 / Laser renew di L’Oréal propone una formula estremamente sintetica, che orbita intorno ad un unico attivo interessante.

L’INCI ci svela subito un’abbondante dose di dimethicone, un silicone piuttosto pesante, dal tocco untuoso ma non grasso: chi ha un contorno occhi secco vedrà probabilmente peggiorare la situazione, perché i siliconi non nutrono e non contribuiscono alla rigenerazione della cute.
Il dimethicone, in particolare, si limita a creare un film inerte, dalla sensazione plastificata che certamente tenderà a riempire e spianare otticamente le rughette d’espressione in breve tempo.

Per fortuna la glicerina interviene a fornire la sua sempreverde e affidabile azione idratante, indispensabile per la salute della pelle.

A questo punto incontriamo un ingrediente particolare: la crema contorno occhi Revitalift Laser X3 / Laser Renew contiene polvere di silice in forma di nanoparticelle, che ogni produttore deve per legge segnalare nella lista INCI apponendo la dicitura [nano] accanto alla sostanza in questione.
La silice viene utilizzata per avere una texture più elegante, un finish più opaco ad un effetto ottico che nasconda le lievi imperfezioni – praticamente come qualsiasi cipria – e la sua forma nano si utilizza anche come veicolante per migliorare la penetrazione degli attivi nella pelle.
In pratica, la silice avrebbe un effetto make-up temporaneo ed effimero, associato ad una funzione di esaltatore d’efficacia degli altri attivi.

Tutto meraviglioso? Non proprio.
Sono anni che si discute senza risultati della sicurezza dell’utilizzo cosmetico delle nanoparticelle.
Addirittura, nel 2015, il Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori ha fornito la propria opinione, su richiesta della Commissione Europea, proprio in merito alle nanoparticelle di silice, per via della crescente preoccupazione in merito alla possibilità che queste possano, attraverso la pelle e il sistema circolatorio, raggiungere gli organi interni, con imprevedibile tossicità.
All’epoca, il Comitato ha affermato di non avere prove né della tossicità né della capacità penetrativa della silica nano, ma nemmeno sufficienti evidenze che possano escludere queste eventualità.
Ancora nel 2020, i risultati riguardanti la sicurezza delle nanoparticelle di silice sono stati considerati controversi dalla letteratura scientifica sull’uso cosmetico dei nanomateriali.
Poiché questa crema è destinata alla zona del contorno occhi, caratterizzata da una pelle molto sottile, vale la pena, a scopo cautelativo, evitare di applicare molteplici cosmetici contenenti nanomateriali, così da limitare l’eventuale esposizione sistemica.

La formula della crema contorno occhi Revitalift Laser X3 / Renew viene addensata dal polimero acrilico Acrylamide/Sodium Acryloyldimethyltaurate Copolymer, che, caso mai qualcuno avesse il dubbio, si aggiunge alla lista degli ingredienti sintetici e non biodegradabili, insieme all’isohexadecane, isoparaffina utilizzata come emolliente dal tocco setoso, la quale, esattamente come il silicone iniziale, non nutre e non ripara la pelle.

Fa quasi tenerezza il povero olio di nocciolo di albicocca (Prunus Armeniaca Kernel oil), lupo solitario in un branco di prodotti da laboratorio. Non ce n’è tanto, siamo sicuramente sotto quota 2%, ma è l’unica speranza che abbiamo per nutrire la pelle, con i suoi antiossidanti e i suoi acidi grassi polinsaturi, che contribuiscono a ripristinare il film idro-lipidico.

Caso mai la pelle si fosse unta già troppo, L’Oréal rimedia immediatamente con il Dimethicone/Vinyl Dimethicone Crosspolymer, polvere di silicone, che serve ad opacizzare e a dare un tocco setoso, tipo make-up, a questa crema per il contorno occhi.

Finalmente si giunge al tanto pubblicizzato Pro-Xylane™, attivo che si trova in INCI sotto il nome di Hydroxypropyl Tetrahydropyrantriol.
Si tratta di una molecola di sintesi, ottenuta dalla lavorazione di uno zucchero del legno di faggio, che dovrebbe agire come attivatore della produzione dei glicosaminoglicani, componenti naturali e fondamentali del tessuto connettivo cutaneo (tra i quali figura anche l’acido ialuronico), migliorando la struttura di sostegno della pelle che presenti segni di invecchiamento.

Gli studi scientifici riguardanti il Pro-Xylane™ sono spesso condotti con i fondi di L’Oréal (ma anche Vichy), con l’ausilio di ricercatori dipendenti dell’azienda o comunque affiliati ai loro laboratori, tuttavia i risultati sembrano interessanti, in quanto i test appaiono condotti seriamente e non promettono cambiamenti miracolosi, quanto miglioramenti molto circostanziati e ben giustificati.

Nel 2008, sull’European Journal of Dermatology, l’articolo “Improvement of the dermal epidermal junction in human reconstructed skin by a new c-xylopyranoside derivative” descrive uno studio su pelle ricostruita in cui questa nuova molecola, appartenente alla famiglia dei glicosidi, dimostra di stimolare la produzione di nuove proteine della matrice extracellulare, appunto i glicosaminoglicani e i proteoglicani.

Da quanto riportato nella brochure pubblicata dall’American Chemical Society con i dati forniti da L’Oréal, il Pro-Xylane™ è stato testato anche su volontarie, durante uno studio clinico durato sei mesi e controllato con placebo.
L’Oréal afferma che i risultati, pubblicati anche questi nel 2008 sull’European Journal of Dermatology e comprovati da interessante documentazione fotografica, indicano l’efficacia di questo attivo nel migliorare la resilienza,  il tono e l’elasticità, oltre che l’omogeneità e levigatezza della pelle.

Il resto della formula del contorno occhi Revitalift Laser X3 /Laser Renew non riserva altri guizzi di originalità, ma vale la pena continuare a dare un’occhiata.

Si incontrano altre tre polveri minerali: biossido di titanio, mica e ossido di stagno (tin oxide).
Soprattutto gli ultimi due sono tipici delle formulazioni make-up e non della skincare, perchè la loro funzione è quella di dare un leggero effetto luccicante, che sia iridescente o perlato, volto a nascondere le imperfezioni e illuminare il contorno occhi fino a quando non ci si lava il viso.

Tra gli ingredienti tecnici (ovviamente sintetici e non ecosostenibili, quali acrilati e siliconi) necessari a migliorare – ancora – la consistenza del prodotto, si scende alle piccole dosi con i seguenti attivi:

  • vitamina E (tocopherol), eccellente antiossidante qui utilizzato nella sua forma più attiva e biodisponibile;
  • caffeina (caffeine), che stimola il drenaggio dei liquidi stagnanti, favorendo il microcircolo e riducendo il gonfiore delle borse perioculari di questo tipo;
  • vitamina C (ascorbyl glucoside), in forma stabile e tra le più potenti, che a queste dosi svolge egregia funzione antiossidante;
  • adenosine, nucleoside (un nucleotide senza gruppo fosfato) fondamentale nei processi biochimici che riguardano il trasferimento di energia a livello cellulare, ma in skincare viene utilizzato soprattutto perché sarebbe in grado di proteggere le fibre elastiche della cute dalla degradazione enzimatica che le distrugge, stimolandone al contempo la rigenerazione.
  • Acido ialuronico (Hydrolyzed Hyaluronic Acid), utilizzato in forma idrolizzata, probabilmente a peso molecolare basso per una maggiore penetrazione ad effetto idratante e rimpolpante.

Il sistema conservante si basa sull’ottimo phenoxyethanol, molto ben tollerato e autorizzato anche da alcuni disciplinari ecobio – non che la cosa migliori il mare di plastica in cui nuota questa formula.
Più controverso è, invece, l’utilizzo del Chlorphenesin come conservante di supporto, perché talvolta irritante, non adatto alle donne in gravidanza e ad elevato assorbimento sistemico.
Le altre sostanze stabilizzanti del cosmetico non presentano peculiari criticità.

Concludendo l’analisi INCI del contorno occhi Revitalift Laser X3, è positivo notare che L’Oréal non vi abbia inserito alcuna profumazione aggiunta, evitando l’accumularsi di allergeni su una zona tanto delicata del viso.
Questo particolare, unito ad una formula prevalentemente inerte – poiché i siliconi e gli emollienti sintetizzati spesso non interagiscono con la cute – rendono sicuramente ben tollerato questo prodotto anche dalle pelli sensibili, salvo reazioni specifiche.

– Leggi anche: la più recente My Skincare Routine! –

Opinione Conclusiva

l'oreal-revitalift-laser-x3-renew-contorno-occhi-opinione-recensione-inci-ingredienti

La mia opinione sul contorno occhi Revitalift Laser X3 / Laser Renew di L’Oréal (la prossima volta consiglio un nome più lungo, mi sembra ancora troppo conciso…) è una sufficienza tirata, che deve dire grazie ai suoi attivi: interessanti ed efficaci, ad un prezzo democratico.
Chi l’ha acquistato poteva certamente trovare di meglio, ma non è incappato certo in qualcosa di completamente vuoto e inquinante.

Gli attivi del contorno occhi Revitalift Laser X3 avrebbero meritato una promozione se solo non fosse stata scelta una base siliconica pesante (forse la peggiore tra i siliconi disponibili), che poteva essere sostituita da un buon burro vegetale, visto l’ampio uso di polveri assorbenti e opacizzanti che ne avrebbero contrastato l’untuosità.
A questo abuso del dimethicone e dei tanti minerali si deve la promessa di una pelle immediatamente più distesa: l’effetto è quello di un blando correttore, non di una cura mirata della pelle, ed è così che si finisce a trovare make-up non richiesto nei prodotti di skincare.

Vale la pena notare che le promesse di risultati immediati riguardano quasi sempre effetti effimeri, qui dovuti dal potere lisciante dei siliconi e dall’azione riflettente delle particelle minerali luminose.
Purtroppo, e spero di sbagliarmi, ho la sensazione che la maggior parte degli acquirenti legga queste promesse come interventi curativi strutturali sulla pelle, per poi sentirsi presa in giro.
Un modo efficace per far calare la fiducia dei consumatori in questa industria.

Decisamente più verosimile, invece, il claim di efficacia contro gonfiori e rughe dopo diverse settimane di utilizzo.
Tuttavia, anche qui è necessario un caveat: è possibile che questi prodotti vengano testati su persone che non curano la propria pelle e che abbiano segni di invecchiamento tali da poter ottenere risultati notevoli anche solo con un piccolo aiuto. Non c’è modo di saperlo.

Per chi si sta avvicinando alla skincare, magari in età avanzata, è sicuramente un buon punto di partenza, ma non è comunque adatto a tutti.
NON va bene per le pelli giovani e per chi ha un contorno occhi scavato, asciutto, incassato o con occhiaie marcate.
I suoi attivi sono pensati per stimolare la matrice extracellulare nella pelle invecchiata e per sgonfiare e drenare le tipiche borse sotto gli occhi di chi si sveglia con il viso congestionato.

Non è detto che sia  adatto neppure ad essere utilizzato come trattamento preventivo, quando invece vanno preferite formule più potenti dal punto di vista antiossidante: d’altronde, il Pro-Xylane™ è testato su rughe già molto marcate per provare a recuperare la situazione.

Infine, una doverosa critica: trovo un enorme controsenso nel fatto che L’Oréal si fregi, da anni, di aver prodotto un attivo di punta come il Pro-Xylane™ seguendo i principi della “Green Chemistry” (chimica verde a zero o positivo impatto ambientale), per poi continuare a proporre formule che abusano di componenti non ecosostenibili anche dove non è strettamente necessario, fino a costituire gli ingredienti principali dei propri prodotti.
Lo trovo un po’ come aspettarsi l’applauso per aver buttato una cartaccia nella differenziata, ma continuare a mangiare ogni giorno nei piatti di plastica.

  • È possibile che rispetti il claim dell’azienda? La formula del Revitalift Laser X3 contorno occhi contiene attivi potenzialmente utili, sul lungo periodo, sia alla riduzione delle borse sotto gli occhi dovute a gonfiore, sia alla riduzione delle rugosità.
    Le promesse di risultati immediati si basano invece solo su un effetto ottico, non sull’azione di trattamento.
  • Ecosostenibile / dermocompatibile? No, contiene ingredienti potenzialmente inquinanti e non dermoaffini
  • Certificato ecobio / cosmetico biologico? No, assolutamente no.
  • Vegan? A livello formulativo si, il contorno occhi Revitalift Laser X3, non contiene ingredienti di origine animale, ma L’Oréal vende in Cina dove le autorità sanitarie, indipendentemente dalla volontà delle aziende, conducono test su animali per alcuni prodotti.
  • Per cute sensibile? La formula è decisamente inerte, testata dermatologicamente e senza allergeni del profumo, per cui è molto probabile che anche le pelli sensibili possano utilizzarlo senza alcun problema.

Grazie per aver letto fin qui! Ricorda di iscriverti alla Newsletter per ricevere ogni settimana sulla tua mail gli aggiornamenti del blog.

Dorothy Danielle 🌺

Desideri una skincare routine personalizzata? SOS SKINCARE – Consulenza Cosmetica personale

3 pensieri su “L’ORÉAL PARIS – Revitalift Laser X3 / Renew contorno occhi – opinione e INCI

  1. Vittoria says:

    Molto interessante il fatto che certi prodotti di skincare usino ingredienti dalle stesse funzionalità del makeup – anche questo lo trovo un controsenso, così come il greenwashing di L’Oréal a dir poco assurdo. Mi ha incuriosito il rischio di assorbimento sistemico del Chlorphenesin, che non conoscevo. So che è un tema enorme e che devi avere già in programma un sacco di articoli ma leggerei volentieri un approfondimento sulla skincare in gravidanza e allattamento se ti interessasse proporlo sul blog in futuro!

    • Dorothy says:

      Ciao Vittoria,
      purtroppo il quantitativo di make-up spacciato per skincare è enorme e trasversale, dalla cosmesi tradizionale a quella ecobio: la tentazione di dare un aiutino ai risultati è forte, il problema è che non viene esplicitato a chi acquista.

      Sul Chlorphenesin c’è l’interessante valutazione di sicurezza fatta dal CIR nel 2012 che descrive, tra le altre cose, questa analisi su topi di laboratorio a cui viene applicata una crema con lo 0,05% di questa molecola e, nel giro di 96 ore, la metà della dose applicata viene assorbita dall’organismo e quasi interamente escreta con le urine.
      L’uso di questo conservante viene dichiarato sicuro in cosmesi allo 0.3%, ma non si considera il rischio derivante dall’accumulo di tanti prodotti e dalle applicazioni ripetute anche più volte al giorno, né l’effetto sul lungo periodo, perché purtroppo le cavie di laboratorio fanno una brutta fine in brevissimo tempo.
      Per quanto riguarda la skincare in gravidanza, mi segno la richiesta, ne dovessero arrivare altre lo tratterò volentieri.

      Un caro saluto!
      Dorothy

      • Vittoria says:

        Grazie della risposta Dorothy e dell’indicazione su questo conservante! Me lo sono già segnata per il futuro. Sì, assolutamente d’accordo sul fatto che il problema sia la poca trasparenza, e immagino sia anche difficile da garantire, data la questione volendo un po’ filosofica di che cosa significa ottenere un risultato “cosmetico”, rischiando però di scivolare nel significato di apparenza posticcia del termine. Grazie anche per la tue recensione così esaustiva e puntuale 🙂 E’ sempre un piacere leggerti. Un caro saluto anche a te!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.