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GARNIER SkinActive – Pure Active 3 in 1 argilla- opinione e INCI

Pure active 3 in 1 argilla di garnier skinactive- caratteristiche

  • Cos’è – detergente per il viso, maschera all’argilla e scrub tutto in un prodotto
  • Cosa promette – elimina l’eccesso di sebo, purifica i pori (sic!) e uniforma l’incarnato.
  • Prezzo / quantità – euro 5,90 per 150 ml di prodotto
  • Dove si acquista – nei comuni supermercati, ma anche online (qui)
  • OpinioneBocciato

Analisi inci / ingredienti


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L‘inci del detergente-maschera-scrub Pure Active 3 in 1, della linea SkinActive di Garnier, è un ibrido alla Frankenstein, un minestrone che include, con un solo colpo, due dei prodotti peggiori che si possano utilizzare sul viso, soprattutto quando parliamo di pelle grassa e impura, per sua natura caratterizzata da elevata sensibilità: il detergente schiumogeno a base di tensioattivi, e lo scrub.

La formula del Pure Active 3 in 1 contiene in abbondanza gli ingredienti tipici delle maschere all’argilla per pelli grasse: polveri assorbenti come caolino, amido di mais (zea mais corn starch), biossido di titanio (titanium dioxide) e perlite.
Queste non rappresentano un problema: una maschera all’argilla utilizzata un paio di volte a settimana è un ottimo alleato della pelle oleosa, in quanto contribuisce ad assorbire il sebo accumulato nei pori ed evita che questi si ostruiscano, riducendo i brufoli infetti e il conseguente rischio di macchie e cicatrici.
Il problema, in questo caso, è tutto ciò che c’è intorno.

L’abbondante glicerina è indispensabile sia per mantenere queste polveri idratate e cremose, sia per attenuare, pur minimamente, l’aggressività dei tensioattivi che costituiscono gli ingredienti detergenti del Pure Active 3 in 1.

La base lavante è costituita da sodium laureth sulfate, tensioattivo estremamente sgrassante, supportato dal decyl glucoside, che invece è molto delicato e si trova spesso anche nei prodotti ecobiologici.
Il rischio derivante dall’uso di tensioattivi aggressivi è che questi privano completamente la pelle della sua naturale protezione, rimuovendo non solo il sebo e la sporcizia accumulata durante il giorno, ma intaccando anche il cemento intercorneocitario, che mantiene sana la barriera idro-lipidica cutanea.
Sul lungo periodo, la pelle rischia di essere sempre più irritata e sempre più esposta alle molecole ossidanti. Inoltre, una barriera cutanea così compromessa non sarà più in grado di trattenere una corretta idratazione.

L’inci del Garnier Pure Active 3 in 1 prosegue con una selezione di emulsionanti petrolchimici: PEG-7 glyceryl cocoate, PEG-30 Dipolyhydroxystearate e Trideceth-6.
Si tratta di molecole etossilate, che contengono quindi tracce di ossido di etilene, pessimo sia a livello di ecosostenibilità sia di dermocompatibilità, e che, soprattutto, aumentano la permeabilità cutanea: un risultato di cui non c’è bisogno in un prodotto pensato per pulire, non per addentrarsi nella cute.

Come accennato, le maschere all’argilla sono un prodotto di grande aiuto per le pelli grasse, ma l’utilizzo del Garnier Pure Active 3 in 1 nella sua funzione di maschera assorbente comporta necessariamente che tutti questi ingredienti vengano lasciati ad agire sul viso per diversi minuti.
Una normale maschera d’argilla non contiene i tensioattivi di un detergente, ma Garnier, volendo creare un prodotto multifunzione, non aveva altra scelta che mettere tutto insieme.
Il risultato è paragonabile a quello di un pre-trattamento del bucato contro lo sporco ostinato.

La formula si arricchisce di pochi ingredienti attivi: foglie di eucalipto (Eucalyptus Globulus), dall’azione antisettica e decongestionante, così come il mentolo.
A questi si aggiunge lo zinc gluconate, molecola utilizzata soprattutto come conservante ma alla quale Garnier attribuisce proprietà seboregolatrici in quanto contenente zinco.
Infine, l’acido salicilico, presente sempre in quantità minime, è un beta-idrossiacido naturale molto efficace nell’eliminare tappi di cheratina, liberando i pori dall’accumulo di sebo e cellule morte.

Tuttavia, vale la pena ricordare che un prodotto destinato al risciacquo, soprattutto se utilizzato come detergente, non avrà mai il tempo di esercitare l’azione di alcun attivo funzionale, che pertanto viene inserito nella lista INCI solo a finalità commerciali.
L’utilizzo di attivi in una maschera per il viso è invece più sensato, ma stiamo parlando di una maschera all’argilla, prodotto pensato per assorbire, per tirare fuori il sebo, non per spingere dentro gli attivi, che pertanto non arriveranno mai da nessuna parte, tantomeno a comunicare alle ghiandole sebacee di produrre meno sebo.

Come colpo di grazia, si giunge all’ingrediente chiave che conferisce al Garnier Pure Active la sua funzione scrub: la pietra pomice. Fino a qualche anno fa eravamo perseguitati dai nòccioli di albicocca triturati, che già erano terribili perché troppo aguzzi, ma oggi proponiamo alle pelli impure (spesso adolescenti) direttamente la pietra che si usa per grattare i calli.

Partendo dal presupposto che il Garnier Pure Active è un prodotto consigliato per l’uso quotidiano, non c’è modo di utilizzarlo senza farsi uno scrub: per massaggiarlo come detergente o per rimuoverlo come maschera, si finirà per massaggiare sulla cute questi granuli, che potrebbero aprire dei brufoletti infetti e spargere batteri sul viso.

L’aggiunta di profumazione, ricca di allergeni, è solo il colpo di grazia definitivo ad un prodotto che non può evitare la bocciatura.

– Leggi anche – Pelle grassa: 5 errori di skincare che sicuramente hai fatto  – 

Opinione Conclusiva

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Purtroppo, il Garnier Skinactive Pure Active 3 in 1 all’argilla è un prodotto che si impegna a fare troppe cose contemporaneamente, senza risultare interessante in nessuna di queste.

Ciò che rovina tutto è la sua funzione di scrub, che è un metodo di esfoliazione contemporaneamente eccessivo e inefficace: eccessivo perché spesso si tende a massaggiare troppo le zone che non ne avrebbero bisogno, peraltro provocando, con la frizione, arrossamenti e infiammazioni, nonché la rottura di brufoli; al contempo, è un’esfoliazione inefficace perché con i granuli che sfuggono da sotto le dita è difficile raggiungere e rimuovere le cellule morte delle zone più difficili del viso.

Come detergente poteva essere passabile, se utilizzato come secondo step dopo un’accurato massaggio con un buon burro (o del comune olio di cocco), perché tutto sommato i tensioattivi sono bilanciati e addolciti. Tuttavia, dobbiamo tenere conto dello scrub in agguato, che lo rende inutilizzabile nella zona del contorno occhi e che rischia di aggredire inutilmente il resto del viso durante una normale pulizia quotidiana.

Infine, utilizzato come maschera, costringe sia a tenere sulla pelle gli ingredienti detergenti, sia a fare un massaggio scrub finale per rimuovere l’argilla dal viso, volenti o nolenti.

Un prodotto multifunzione di questo tipo è comprensibilmente attraente soprattutto per la fascia di acquirenti più giovani, la cui pelle tollera più o meno qualsiasi cosa, e che, tuttavia, rischiano di vedersi presentare un conto salato, fatto di elevata sensibilità, dopo pochi anni.

Molto meglio utilizzare tre prodotti distinti: un detergente delicato, una maschera all’argilla semplicissima, e un panno in mussola che esfolia delicatamente nel rimuovere il detergente dal viso, al quale si può aggiungere l’utilizzo più o meno frequente di esfolianti enzimatici o acidi, da scegliere a seconda della severità delle impurità cutanee.

  • È possibile che rispetti il claim dell’azienda? Sicuramente la formula del Garnier Pure Active 3 in 1 deterge la pelle senza grande sforzo, ma anche con il rischio di peggiorarne l’irritazione e la sensibilità, mentre il concetto di “purificare i pori” è semplicemente assurdo.
  • Ecosostenibile / dermocompatibile? No, contiene ingredienti potenzialmente inquinanti e non dermoaffini
  • Certificato ecobio / cosmetico biologico? No.
  • Vegan? Non certificato, ma la formula sembra essere priva di ingredienti animali
  • Per cute sensibile? Assolutamente no.

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Dorothy Danielle 🌺

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