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MY BEAUTY ROUTINE – Skincare routine serale – Inverno 2022

Bentornati nel viaggio attraverso la mia beauty routine per l’inverno 2022!

In questa seconda parte della rubrica si parla di skincare routine serale: i prodotti per il viso che sto utilizzando, con l’indicazione di quali siano i migliori a cui ispirarsi e l’ordine corretto di applicazione, con qualche suggerimento.

Per comprendere pienamente alcune scelte e avere un’idea più chiara di come utilizzare le informazioni che leggerai, ti consiglio di partire leggendo l’articolo dedicato alla Skincare Routine del mattino, la prima parte di questa rubrica.
Altrimenti, buon proseguimento di lettura!  

Premessa doverosa: la mia skincare routine invernale prevede, a sere alterne, l’applicazione di acido retinoico farmaceutico che, in alcune regioni, si ottiene solo per prescrizione medica, e che in ogni caso non consiglierei a chi non ha una profonda esperienza con la cura della pelle e la gestione degli effetti collaterali di attivi così invadenti.

Sarebbe stato, quindi, inutile inserire un farmaco in questo articolo: ho preferito sostituire la sua posizione con un prodotto a base di retinolo ad alto dosaggio di cui abbiamo già parlato in passato e che costituisce una scelta più sicura – ma non priva, comunque, di possibili effetti collaterali – per chiunque debba costruirsi una beauty routine antiage.

MY BEAUTY ROUTINE – ANTIAGE FOCUS

SKINCARE serale

❄ rimozione make-up

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Conad ESSENTIAE struccante occhi delicato bifasico – acquistato al Conad

Il bifasico è uno step assolutamente opzionale: lo struccante va utilizzato, ovviamente, solo quando c’è del trucco da rimuovere, soprattutto il makeup sintetico a lunga durata, come un mascara waterproof.
Questo prodotto nello specifico è entrato nella mia skincare routine per puro caso: stavo facendo la spesa e mi appare davanti agli occhi questo bifasico scontato (e già costa pochissimo, meno di 3 euro se non sbaglio), così mi ricordo che sono rimasta senza struccante.
Lo prendo senza nemmeno pensarci: la confezione rosa, il tappo verde, la plastica riciclata… sarà sicuramente ecobio, no? NO. 

Al contrario di quello che sembra dalla confezione, la parte oleosa è costituita da isoparaffine, oli sintetizzati di derivazione minerale (petrolifera), che ovviamente non sono biodegradabili.
Per fortuna funziona bene e non crea problemi né alla pelle né agli occhi: non secca e non brucia. Peraltro la maggior parte del prodotto resta sul dischetto e non va nello scarico, ma sempre spazzatura resta.
Come struccante occasionale va bene, ma mi aspettavo di meglio, anche per chi non può permettersi di spendere tanto in cosmetici.

❄ burro detergente

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UpCircle Cleansing Face Balm – questo

Con il burro detergente si entra ufficialmente nella pulizia in due fasi, il fulcro della skincare routine. Questo di UpCircle si massaggia senza fatica, si scioglie al calore della pelle ma resta burroso: non si trasforma in cremina al contatto con l’acqua.
Il colore è il bellissimo ambrato della foto, dovuto esclusivamente ai vegetali in formula.
Dovrebbe contenere nocciolo di albicocca polverizzato, cosa che mi terrorizzava all’idea di utilizzarlo sugli occhi, ma la polvere è talmente fine che non si sente nemmeno.

Conclusi i pregi, andiamo al difetto: per me, puzza di sgrassatore.
Ho passato giorni a chiedermi quale detersivo mi ricordasse questo miscuglio potente di oli essenziali, tra ginepro, rosmarino, eucalipto limonoso, salvia sclarea e manuka.
Odora di agrumi e citronella sotto steroidi.
Se l’idea piace, è un prodotto fantastico. Io non vedo l’ora che finisca.

❄ LATTE DETERGENTE

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VERDESATIVA Latte Detergente canapa e uva rossa – acquistato qui

Dopo due acquisti del piffero avevo bisogno di una certezza.
Questo latte detergente è un prodotto che apprezzo da tanti anni: cremoso, semplice, ecologico e funzionale. La recensione approfondita è qui.
Si massaggia dopo il burro detergente, poi si rimuove con un panno in mussola bagnato con acqua tiepida. La pelle resta pulitissima e morbida, senza rossori e senza tirare.

❄ trattamento esfoliante

Siccome nella skincare routine del mattino sto già utilizzando la vitamina C nella sua forma classica di acido ascorbico, che, in quanto acido, contribuisce al rinnovamento cutaneo, e nella skincare serale sto già alternando l’acido retinoico e l’acido azelaico, non mi pareva il caso di aggiungere altri acidi.
Nel caso in cui si opti per forme più delicate di vitamina C e di retinoidi, questo è il momento giusto della skincare per inserire un prodotto a base di AHA (alfaidrossiacidi), magari in lozione liquida da passare delicatamente sul viso con un dischetto di cotone.

❄ tonico

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PALMEA elisir tonificantequesto

Il tonico non è l’ultimo step della detersione, ma il primo passaggio della skincare routine vera e propria: deve idratare e preparare la pelle ai trattamenti successivi.
Se poi nel dischetto di cotone capita di raccogliere qualche residuo di una detersione non perfetta, tanto meglio.
In questo caso ho scelto un prodotto idratante e antiossidante interamente di origine vegetale, gradevolissimo sia per consistenza che per capacità umettante sulla pelle, che mi ha piacevolmente sorpresa.
Va benissimo per tutti, salvo allergie al conservante (benzyl alcohol) o agli estratti vegetali.

❄ trattamento antiage 1

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THE ORDINARY Argireline 10% – preso sul sito dell’azienda, in Italia si trova da Douglas

Ampiamente descritto nell’articolo dedicato alla skincare routine del mattino, non mi soffermo nuovamente su questo siero che ha l’unica funzione di provare a ridurre la mimica facciale, e ridurre quindi la formazione delle rughe d’espressione, con un effetto lontanamente assimilabile a quello del botulino – di cui però non ha né la velocità d’effetto, né l’invasività.
Non idrata nemmeno, anzi, essendo a base di solventi si tratta proprio di uno step aggiuntivo alla skincare routine antiage che non può assolutamente sostituire l’applicazione di almeno un buon idratante.
Per ogni informazione su come utilizzarlo correttamente, rimando alla prima parte della rubrica.

❄ trattamento anti-macchie e anti-impurità 1

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BIOEARTH Elementa Zinc + Niacinamide 11% – questo

In effetti, la mia skincare routine serale non ha solo obiettivi antiage, ma anche una forte impronta votata alla prevenzione di macchie e brufoli: poiché la niacinamide, soprattutto ad un dosaggio così elevato, è un eccellente attivo antinfiammatorio e antiossidante, si tratta di un attivo apprezzato per la sua capacità di calmare la pelle e bloccare i processi di formazione di macchie e impurità, che nascono sempre da una situazione di infiammazione cutanea.
Lo zinco supporta questa azione antiossidante e lenitiva.
Questo siero si presenta in confezione mini da 15 ml ed è gradevolissimo da spalmare trattandosi di un gel molto idratante e non appiccicoso, decisamente preferibile rispetto al corrispettivo di The Ordinary che ho testato in passato.

Raccomandazioni doverose: che non venisse a nessuno la folle idea di applicare questo prodotto insieme all’acido ascorbico (vitamina C in forma acida) o comunque subito prima o subito dopo una formulazione molto acida. Il rischio è quello di scindere la niacinamide e innescare la formazione di acido nicotinico, che infiamma la pelle e brucia un accidenti – tipo crema anticellulite effetto caldo, ma in faccia.
Faccio notare che in questa routine la niacinamide è tenuta distante dagli acidi attraverso dei prodotti “cuscinetto” che ne impediscono l’applicazione consecutiva.

❄ sheet mask – maschera idratante in tessuto

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  • NATURAEQUA maschera viso lenitiva in cellulosa – eccola
  • FILORGA Hydra Filler mask – questa
  • Sheet mask fai da te asciutte – queste

Ogni sera, o quasi, mi piace potenziare l’idratazione della pelle con una maschera in tessuto, che macerando leggermente lo strato superficiale della cute ne permette anche una maggiore permeabilità agli attivi applicati con gli altri prodotti della skincare routine.
A titolo esemplificativo, due tipologie che mi piacciono parecchio in questo periodo sono, da un lato, quella interamente ecobio e biodegradabile di Naturaequa, che ha un siero più cremoso e nutriente, perfetto per pelle secca e sensibile (ma non per pelle grassa e impura!), e dall’altro la Filorga, estremamente idratante e rimpolpante, perfetta per tutti.
Questi prodotti hanno un grosso difetto: il costo per applicazione delle maschere in tessuto è semplicemente inaccettabile per un uso costante, e negli ultimi anni è anche lievitato, al punto che pure le maschere coreane che prima si trovavano per due spiccioli, ora superano i 5 euro a monodose.

Allora bisogna ingegnarsi. Siccome nelle buste resta sempre un fondo, più o meno abbondante, di siero, anziché buttarlo via si può riciclare infilandoci dentro una maschera asciutta, da usare una sera successiva, lasciandola immersa almeno 24 ore.
In media, ogni due maschere nuove (uguali) riesco a ricavarne una terza con i fondi, ma alcune confezioni permettono addirittura di impegnare una maschera nuova con un fondo solo.
Ho provato le maschere in capsule compresse, confezionate singolarmente, ma sembra sempre che il centro resti troppo asciutto.
La mia preferenza ricade sulle maschere asciutte stese (foto al centro), da piegare in quattro e imbustare al bisogno: forse meno igienico, ma funziona bene e comunque va usata nel giro di pochissimo tempo.

❄ crema nutriente per bloccare l’idratazione nella pelle

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POTENTILLA crema idratante illuminante calendula e avena – questa

Se dopo la sheet mask non si applica nulla che blocchi nella pelle tutta quella bellissima idratazione, nel giro di poco tempo l’acqua evapora e, al massimo, abbiamo umidificato l’aria.
Per mantenere la pelle idratata è bene stendere un velo di crema nutriente.
Personalmente sto utilizzando questa ecobio di Potentilla che ho trovato nel calendario dell’avvento di Macrolibrarsi: ha una formula semplice, non unta, con estratti vegetali lenitivi e un buon sentore agrumato senza allergeni, al punto da risultare ben tollerata anche in una skincare invasiva come la mia. Solo la pelle davvero secca potrebbe trovarla insufficiente.

💞 sostituzione – crema idratante

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DOCTOR BABOR Hydro Cellular Hyaluron Cream – questa

Quando non ho tempo di stare 30-40 minuti con una maschera di tessuto in faccia, salto i due step precedenti e, dopo il siero, applico direttamente questa crema-gel super idratante.
La sua recensione approfondita con analisi INCI si trova qui.
Si tratta di un grosso mix dei migliori attivi idratanti che si possano dare alla pelle: una buona idratazione contrasta gli effetti collaterali degli attivi con cui terminerà questa skincare serale.

❄ contorno occhi

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PALMEA Balsamo contorno occhi – questo

Rimando al precedente articolo sulla skincare routine del mattino per una descrizione più approfondita. Riassumendo, si tratta di un contorno occhi nutriente ma non grasso, al contrario di quanto il termine “balsamo” potrebbe far pensare, con attivi idratanti e drenanti, utili a trattare occhiaie e borse dovute a piccoli difetti del microcircolo cutaneo.

❄ trattamento antiage 2

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THE ORDINARY Retinol 1% in squalane – preso sul sito dell’azienda, in Italia si trova da Douglas

Il retinolo è un attivo storico in cosmesi: viene trasformato nella pelle fino ad essere riconvertito in acido retinoico, che agisce da riprogrammatore, al punto che la vitamina A e i suoi derivati sono gli unici attivi unanimemente riconosciuti a livello scientifico come capaci di far regredire i danni strutturali della pelle già invecchiata, combattendo rughe e perdita di elasticità.

Questa formula in olio si può utilizzare sia pura, massaggiando qualche goccia sulla pelle inumidita da una spruzzata di tonico, oppure mescolando un paio di gocce alla crema idratante.
Non confligge con il siero alla niacinamide in quanto il retinolo non è acido, ma comunque sconsiglio di mescolare direttamente questi due prodotti.

Poiché il retinolo all’1% può essere già troppo irritante per chi si approccia ai retinoidi, è bene avvicinarsi a questa formula con un approccio graduale, soprattutto in caso di pelle sensibile: è sempre meglio partire da dosaggi più bassi o dai Granactive Retinoid della stessa marca, che utilizzano retinoidi di ultima generazione infinitamente meno irritanti.

💞trattamento anti-impurità e anti-macchie

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THE ORDINARY Azelaic Acid suspension 10% – preso sul sito dell’azienda, in Italia si trova da Douglas

La mia skincare routine serale si conclude alternando una sera acido retinoico e una sera acido azelaico.
L’acido azelaico è un attivo per cui provo una simpatia sovrabbondante: eccellente seboregolatore e antiossidante, si utilizza con successo sia nel trattamento della rosacea, grazie alla sua azione inibitrice della sintesi di molecole pro-infiammatorie, sia nel trattamento dei melasmi, perché agisce come schiarente cutaneo inibendo l’azione pigmentante della tirosinasi.

Come attivo per la pelle grassa, l’acido azelaico agisce bloccando la trasformazione del testosterone in DHT nella ghiandola sebacea, interrompendo questo stimolo ormonale alla produzione di sebo (rimando alla rubrica sulla pelle grassa per approfondimenti).
In caso di brufoli nascenti, un leggero strato di acido azelaico li stronca sul nascere e soprattutto senza irritare.

Lenitivo, antinfiammatorio e soprattutto non fotosensibilizzante, al punto da poter essere utilizzato anche di giorno. Adorabile.
Unico difetto: la formula è un vischio siliconico, perché l’azelaico è difficile da formulare. Ne va applicato uno strato sottile e senza massaggiare troppo, che altrimenti sbriciola.

❄❄❄

Nel prossimo articolo della rubrica andremo alla scoperta degli integratori, della cura del corpo e di una visione più olistica di una beauty routine antiage, che necessariamente passa anche attraverso lo stile di vita.
È sempre un piacere per me leggere suggerimenti e commenti di lettori e lettrici: quindi fammi sapere con un commento qual è la tua skincare routine e se hai mai usato qualcuno di questi prodotti.

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Dorothy Danielle 🌺

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6 pensieri su “MY BEAUTY ROUTINE – Skincare routine serale – Inverno 2022

  1. Paola says:

    Buonasera Dorothy,
    finalmente è tornata la tua interessantissima beauty routine piena di spunti e ispirazione!
    Ho una curiosità. Un siero o crema esfoliante a base acida può aiutare a tenere a bada i punti bianchi (o grani di miglio che dir si voglia). Sono praticamente l’unica impurità che mi perseguita fin dalla più tenera età e ora che non è più così tenera, pur non essendo né così numerosi né così grossi come in passato, compaiono spesso e volentieri anche in posti decisamente insoliti (tipo palpebra superiore) e mi infastidiscono parecchio. Io non ho mai utilizzato esfolianti acidi se non un paio di volte dall’estetista che però ha sempre trattato gli inestetismi di cui sopra con incisione e spremitura e quindi non ne saprei proprio valutare l’eventuale efficacia. Vale la pena provare? Grazie, un saluto. Paola

    • Dorothy says:

      Buonasera Paola,
      Grazie mille per il tuo apprezzamento!
      I grani di miglio sono tremendi da trattare a livello cosmetico, perché non essendo chiaro il loro meccanismo di formazione è difficile prevenirne la scomparsa e capire bene come farli regredire, se non con interventi di rimozione come la procedura adottata dalla tua estetista.
      In effetti, gli esfolianti chimici sono l’unica soluzione cosmetica che potrebbe funzionare, per quanto in tanti anni ho visto migliorare queste situazioni più spesso con cambiamenti nella detersione e nella skincare, mentre i casi “resistenti” difficilmente vedevano risultati con interventi mirati a base di acidi.
      Vale la pena provare? Assolutamente si.
      Poiché la zona perioculare è molto delicata, scegli prodotti a dosaggi bassi, e mi raccomando la protezione solare tutti i giorni.
      Tra i vari acidi, il salicilico è forse quello che si presta meglio per via della sua capacità di sciogliere i tappi cheratinici, ma farei diversi tentativi, anche con molecole diverse nel tempo, prima di arrendermi: a volte i risultati sono solo questione di perseveranza.
      Un caro saluto!
      Dorothy

  2. Marco Lombardi says:

    Ciao Dorothy
    Interessante anche la parte serale.
    L’altra volta ti chiedevo di quel siero con retinolo al 3% perché anche tu, come molti altri, parli di questo retinolo al 1% come di qualcosa di davvero irritante e quindi mi viene il dubbio se sono io che ho la pellaccia e i cromosomi xy mi aiutano in questo, o è il siero che, nonostante la percentuale decantata, sia una mezza cagatina…
    Inoltre, essendo io completamente dipendente dalla schiuma per lavarsi, ho provato ad approcciare a cose più delicate come Cerave…
    Partendo dal presupposto che ormai anche i sassi sanno che tutti i meravigliosi ingredienti che li compongono diventano solo emozionali, visto che finiscono tutti nello scarico con il risciacquo, mi chiedevo se secondo te fossero almeno sufficientemente delicati.
    Nello specifico sto utilizzando il loro olio detergente e mi sembra delicato ma comunque fa moltissima schiuma, e tu ci insegni che quando c’è molta schiuma c’è anche la delicatezza di una pala meccanica.
    Inoltre, il feeling non è affatto oleoso, anzi, sembra il più classico dei detergenti in gel.
    Tu che ne pensi?
    Sono davvero interessato alla tua opinione in merito
    Buona serata e grazie

    • Dorothy says:

      Ciao Marco,
      Considera che l’efficacia di un attivo non è solo dose-dipendente, ma può essere influenzata anche dal mezzo, ossia dalla tecnologia formulativa in cui viene inserita, e dal resto della skincare. Si trovano facilmente prodotti con meno retinolo che hanno un effetto pari, se non superiore, a prodotti con dosi maggiori che vengono assorbite e metabolizzate dalla pelle con più difficoltà.
      Oltre a questo, considera anche che gli effetti collaterali dei retinoidi cosmetici riguardano una fetta minoritaria dei consumatori, ma devono essere segnalati: anche fosse solo 1 persona su 10 a subire rossore, secchezza o addirittura dermatite, iniziano ad essere davvero tante su larga scala.
      Se la tua pelle lo tollera bene, tanto meglio!
      Riguardo al detergente che stai utilizzando, mandami richiesta e link agli ingredienti con il modulo contatti, così do un’occhiata.
      Grazie a te!
      A presto,
      Dorothy

  3. Marcella says:

    Stupende queste skincare routine! E, lasciatelo dire, sei un genio!
    Anche a me capita che il siero sia abbondante e rimanga nella busta delle maschere. Da brava formichina, lo mettevo in un barattolino e poi lo utilizzavo come siero; ma questa genialata di inserire una maschera pulita…è davvero risolutiva.
    E poi…faccio outing…dopo la vitamina c, sono andata a controllare per essere sicura, ho usato la niacinamide. Sigh! Ma, ad onor del vero, la faccia non mi è andata a fuoco. Ho sempre sospettato di avere una “pellaccia”, e questa cosa me lo conferma. Però, giurin giurello …non lo farò più!

    • Dorothy says:

      Ciao Marcella, grazie mille, sei gentilissima!
      Considera che la reazione della vitamina C con la niacinamide avviene solo se la vitamina C è formulata a pH acido (3-4), perché la niacinamide ha bisogno di restare ad un pH tendenzialmente neutro (5-7) e non muoversi da lì, né verso il basso né verso l’alto. Poi bisogna vedere i dosaggi… La situazione più pericolosa si ha sicuramente mescolando due prodotti a rischio, mentre in tutti gli altri casi c’è qualche possibilità di farla franca. L’importante è che tu non abbia avuto reazioni!
      Un abbraccio, a presto!
      Dorothy

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